«Un altro che mi dice che sto sbagliando.»
Si guarda lo stato dei componenti, e può venire fuori che girano bene. La differenza fra decidere e indovinare passa da lì.
Per imprenditori e professionisti digitali che vendono servizi, consulenze e percorsi online
Una seconda lettura del tuo motore, pezzo per pezzo, prima di spendere un altro euro in agenzie e altri professionisti del marketing, per tracciare una chiara via di crescita.
Lascia i tuoi contatti e ti mostro un video di otto minuti in cui vedi com'è fatta. I posti aperti in questa finestra sono contati, e non sarà così per sempre.
Confronto illustrativo
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«Sento che le campagne girano.» «Con l'AI il marketing me lo faccio da solo.» Me le dicono quasi tutti, e in parte è vero: qualcosa gira, e l'AI qualcosa lo fa. Poi guardiamo il motore da vicino, un pezzo alla volta: da dove entra il traffico, cosa succede fra il primo contatto e la conversazione, dove si ferma la cassa. E quasi sempre salta fuori un componente di cui nessuno aveva mai detto niente. Non era rotto. Girava da anni senza che nessuno lo guardasse.
È per te se hai un'attività digitale e vendi servizi, consulenze o percorsi online. Incassi online, e per vendere serve una conversazione: una call, una chat, un venditore che risponde. Ogni mese escono soldi in pubblicità, qualcuno risponde quando il contatto arriva, e i numeri che ti portano non tornano mai del tutto fra loro.
Non è per te se:
L'AI è soltanto l'elettronica di assistenza del motore. Su un motore regolato migliora nettamente l'esperienza di guida su prestazioni, comfort e consumi. Su un motore scoordinato può solo fare danni. E in una gara dove tutte le attività e i professionisti hanno la stessa elettronica, la differenza sta negli altri componenti del tuo motore di marketing. Componenti che potrebbero essere in cattivo stato, senza che tu te ne sia mai accorto.
Nessuno ti ha nascosto niente. Nessuno di quelli che paghi ha mai avuto il compito di guardare l'insieme. Il media buyer risponde del suo canale, e magari lo fa pure bene. Chi ti ha rifatto il sito risponde del sito, il venditore delle sue chiamate. Il mandato di ognuno finisce dove finisce il suo pezzo. Del tuo motore esiste una sola lettura, la tua. Una seconda non l'hai mai avuta.
Il tuo motore di marketing è fatto di componenti precisi.
A chi parli davvero: il cliente ideale. Quanto sa già del suo problema: il livello di consapevolezza. L'idea che fa scegliere te e non un altro: la Big Idea. Cosa gli fai comprare per primo e cosa dopo: il front-end e il back-end. Le prove che rendono credibile quello che prometti. E il funnel, il percorso che porta uno sconosciuto fino alla vendita. Se uno è fuori posto, anche gli altri rendono meno.
Metterli in fila, uno per uno, è il lavoro che faccio. Si chiama Diagnostica del Motore di Marketing. Si legge lo stato di tutti i componenti prima di toccarne uno, e si guarda il motore intero prima del pezzo singolo. In quest'ordine, sempre.
La conclusione non è scritta in anticipo. Se il tuo motore gira bene, oggi non lo sa nessuno, e si può sapere.
Più di quindici motori aperti in quattro anni, tra aziende e liberi professionisti italiani, da Direttore Marketing e da Fractional CMO, cioè il direttore marketing che non assumi a tempo pieno.
Fin qui hai letto cosa mette in fila. Il resto si vede sul tuo motore, e comincia da due righe di contatti.
Voglio la Diagnostica del mio motore →Lavorare un pezzo alla volta non porta dove dovrebbe, per una ragione meccanica. Ogni componente lavora dentro valori che gli arrivano da un altro: quanto ti costa un contatto dipende da quanto quel contatto resta caldo, e questo dipende da cosa succede nei giorni prima della conversazione. Sposti un pezzo senza sapere su cosa poggiavano gli altri, e hai migliorato una cosa cambiandone tre. A volte il collo di bottiglia si è solo spostato più avanti, e a fine mese i numeri somigliano a quelli del mese prima.
Cliente ideale
Livello di consapevolezza
Big Idea
Front-end
Back-end
Prove
Funnel
Quattro interventi buoni, su settaggi che nessuno ha stabilito insieme, restano fini a sé stessi.
Poi c'è la parte scomoda. Questa lettura non puoi farla da dentro. Il tuo motore lo guidi, e dal posto di guida le cose si sentono. Quel «sento che» è spesso una sensazione esatta, e resta una sensazione: non ti dice quale componente l'ha prodotta, e non è su quella che dovresti decidere dove mettere i prossimi soldi. Per questo il lavoro ha un ordine. Prima si guarda tutto, poi si tocca.
Due risposte, e nessuna delle due è che sono bravo.
La prima: la lettura l'ho fatta prima sul mio motore. L'ho fatta perché ignorare i numeri, una volta, mi è costato caro.
Nel 2017 ho aperto un negozio di bici a Misterbianco. Ero il miglior meccanico della zona, e i clienti tornavano. Un anno dopo ho chiuso con più di centomila euro di debiti, a ventitré anni.
Ero bravissimo nel mestiere ed ero cieco sui numeri. La matematica del business viene prima della bravura, e l'ho imparata nel modo in cui si imparano le cose che non si dimenticano.
La seconda risposta è quello che i quattro anni successivi mi hanno messo davanti agli occhi. Li ho passati dentro i motori degli altri, e ogni volta la stessa scena: componenti buoni che lavoravano su valori che nessuno aveva mai scritto. Dopo quindici volte sai cosa guardare accanto a un pezzo che sta in un certo stato, perché quel pezzo, in quello stato, l'hai già visto. Per anni questa lettura l'ho fatta a mano, motore per motore. Poi l'ho ingegnerizzata in uno strumento, e con quello ho fatto la Mappa che vedi in cima a questa pagina.
Te lo dico apertamente, perché qui ci guadagno anch'io: la Diagnostica è il modo in cui valuto le attività con cui poi lavoro. Non metto le mani in un motore che non ho letto.
E quando dico che le mani ce le metto io, intendo che le mani ce le metto io. Nessuna agenzia dietro, nessun junior che esegue mentre io firmo. La lettura la faccio io, e i materiali che ne escono li scrivo io. Per questo i posti sono pochi.
Una cliente che fa il mio stesso mestiere ha descritto il problema meglio di me, dopo l'ennesima campagna pagata e mai decollata:
«ho visto colleghe farsi fare il sito web, fare delle campagne, ma non decollare mai veramente».
In questa finestra faccio otto Diagnostiche: sono quelle che riesco a seguire io, una alla volta, mentre scelgo i motori su cui mettere le mani. Quando la finestra si chiude, la Diagnostica va a listino, e chi arriva dopo la paga cinquecento euro per leggere la stessa cosa che leggeresti tu adesso.
Quella cifra dice quanto vale il tempo di una persona sola. Qui, oggi, non stai comprando niente: il cancello è essere l'imprenditore giusto per il tipo di lavoro che faccio.
So anche che la maggior parte di chi arriva a questa riga chiuderà la pagina e continuerà a decidere a sensazione, perché fin qui la sensazione ha retto. Finché regge, non se ne accorge nessuno.
Si guarda lo stato dei componenti, e può venire fuori che girano bene. La differenza fra decidere e indovinare passa da lì.
Può essere il migliore del mondo. Sull'insieme nessuno gli ha chiesto di risponderti: è una casella vuota nell'organigramma, e lui non c'entra.
Piccolo o grande, finché nessuno ha stabilito quanto quel motore può reggere, la taglia la stai decidendo a sensazione. La lettura serve prima, proprio a capire quanto scala.
Lasciami i contatti e ti mostro come funziona.
P.S. La pagina della Mappa che ho fatto del mio motore resta lì sopra: i componenti in colonna, uno stato accanto a ciascuno. Della tua, oggi, quella colonna è vuota. Lasciami i contatti e ti mostro il video di otto minuti: da lì si comincia a riempirla. Otto in questa finestra, poi va a listino.